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Muri a secco e piccole strutture

Un mosaico di piccole strutture come i muri a secco, i mucchi di rami, legna, o sassi, gli alberi ad alto fusto con cavità, le siepi naturali o i prati secchi contribuiscono in modo fondamentale a promuovere la biodiversità. Tanti rettili, insetti, mammiferi e uccelli dipendono da ambienti molto variati per nutrirsi, nidificare, nascondersi ecc. Quali tipi di strutture riesci a trovare nel giardino della biodiversità? 

Da secoli i muri a secco vengono costruiti senza l’utilizzo di calce o di cemento, come sostegno di terrazzamenti o come demarcazione di prati e pascoli, un lavoro che richiede competenze specifiche.

Le condizioni di vita per flora e fauna sono molto difficili in un muro a secco e quindi in esso abitano solo specie che sopportano grandi variazioni di temperatura. I muri a secco ma ospitano anche svariate piante che si sono adattate alla vita tra i sassi con pochissima acqua e terra a disposizione. 

Una pianta tipica dei muri a secco è la Borracina (Sedum album). Il suo nome richiama la parola “borraccia”, per la particolarità delle foglie di trattenere l’acqua. Proprio grazie a questa caratteristica può sopravvivere sulle pietre e le rocce esposte a temperature elevate. È un sempreverde che cresce in modo strisciante e perenne, diventando marroncina in inverno. Gli steli con i fiorellini bianchi crescono invece solo d’estate.

L’Asplenio Asplenium trichomanes è una felce che predilige le rocce e i muri, installandosi nelle piccole cavità tra le pietre. La si vede spesso nei muri a secco. Le felci si riproducono tramite le spore che producono e senza fiori e semi. Questa mancanza di fiori ha fatto spesso fantasticare le persone, lasciandole perplesse. L’incredulità della gente arrivò a tal punto che alle felci vennero attribuiti poteri magici.

La farfalla Apollo Parnassius apollo predilige i biotopi secchi con suolo magro e pietroso. Si nutre volentieri del nettare delle scabiose e dei cardi sui quali vi trascorre volentieri anche la notte. Il bruco invece, si nutre soprattutto di borracina. Nella nostra regione è presente da giugno a settembre. Per mantenere questa bellissima farfalla si deve salvaguardare la pianta ospite del bruco e garantire un numero sufficiente di cardi, scabiose e ambrette. Una carenza di piante nettarifere appropriate può costituire un fattore limitante.

Il Ramarro Lacerta bilineata vive su pendii soleggiati con una vegetazione ricca d’arbusti ed erbe dense. Necessita anche di strutture sassose come muri a secco o massi dove ripararsi e godersi il calore accumulato dalla pietra. In Svizzera è presente principalmente in Ticino e nel Vallese, ma nelle zone abitate è minacciato soprattutto dai gatti che lo cacciano. Gli esemplari adulti raggiungono in media i 30 cm di lunghezza, ma arrivano anche a 40 cm. La sua dieta consiste in insetti, ragni e lumache.